Epson e la percezione della crisi climatica
12 Nov 2021 - Aggiornato il: 03 Dicembre 2021

Epson e la percezione della crisi climatica

Da diversi anni a questa parte la crisi climatica si erge al centro dell’attenzione globale, per seri e ovvi motivi, considerato che in gioco c’è il futuro del nostro Pianeta e di tutti noi.

Nonostante ciò, un sondaggio effettuato da Epson, Brand da sempre attento alle questioni ambientali, ha rivelato un inatteso quando allarmante divario nella popolazione rispetto alla reale percezione dell’attuale contesto che riguarda il clima.

Andiamo a indagare insieme cosa è emerso dal lavoro realizzato dalla nota società giapponese, leader mondiale nel settore tecnologico.

Il sondaggio di Epson sulla percezione della crisi climatica

In occasione del vertice COP26, Epson ha annunciato i risultati del suo Climate Reality Barometer (Barometro sulla realtà climatica), in cui sono state raccolte le esperienze e le percezioni globali sui cambiamenti climatici a oggi in atto.

Hanno preso parte all’iniziativa 15.264 cittadini di 15 Paesi distinti, tra cui anche l’Italia.

Il dato preoccupante emerso dal sondaggio è il divario in merito alla reale situazione climatica che sta interessando il nostro Pianeta. Ben il 46% delle persone coinvolte, infatti, crede che riuscirà a evitare la crisi climatica nel corso della propria vita.

Un simile scostamento da quella che è l’effettiva realtà dei fatti si rivela potenzialmente pericoloso perché i cittadini non sembrano avere una comprensione adeguata degli effetti catastrofici correlati ai mutamenti del clima.

Gli obiettivi e i risultati dell’iniziativa

Alla base dell’Epson Climate Reality Barometer, c’è la volontà di:

  • sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto dei cambiamenti climatici;
  • influenzare decisioni aziendali importanti;
  • informare in maniera più appropriata i decisori finali.

Dalle risposte del sondaggio è emerso che quasi la metà degli intervistati (46%) si definisce “molto” o “abbastanza” ottimista rispetto alle capacità del genere umano di evitare una crisi climatica nel corso della rispettiva vita.

Un dato che supera in maniera significativa il numero (27%) di coloro che si dichiarano molto o abbastanza pessimisti.

Tra gli europei a rivelarsi più ottimisti sono i francesi (42%), mentre ad apparire più pessimisti sono gli spagnoli (39%). Guardando al nostro Paese, il 38,8% degli italiani si dichiara ottimista contro un 34,1% che sostiene di essere pessimista.

A livello globale, il 5% degli intervistati afferma che non sia affatto in atto una emergenza climatica. Tra questi, in cima all’elenco dei negazionisti climatici europei, si collocano la Germania (7%) e il Regno Unito (6%).

Motivi a sostegno della visione ottimistica e di quella pessimistica

Nel complesso, le motivazioni più comuni che si celano dietro tale ottimismo sono:

  • la crescente consapevolezza dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici (32%);
  • la capacità della scienza e della tecnologia di fornire soluzioni (28%);
  • la transizione verso le energie rinnovabili (19%).

Ad alimentare la visione degli ottimisti in Italia è la convinzione che:

  • le persone siano più consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico (32,9%);
  • scienza e tecnologia permetteranno di risolvere i problemi (26,9%);
  • la diminuzione dell’uso di combustibili fossili a favore di fonti rinnovabili come l’energia eolica avrà una ricaduta positiva.

A guidare la percezione dei pessimisti nel nostro Paese sono invece:

  • l’idea che le persone non siano consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico (52,2%);
  • la sensazione di una mancanza di azioni da parte del Governo (23,1%);
  • la convinzione che il passaggio a fonti di energia rinnovabile non sarà sufficientemente rapido (14,8%)

Il ruolo delle aziende nella lotta ai cambiamenti climatici

Commentando i dati emersi dal sondaggio, Henning Ohlsson, Director of Sustainability, Epson Europe, ha dichiarato: “L’emergenza climatica è davanti agli occhi di tutti ed è davvero preoccupante che così tante persone non ne riconoscano l’esistenza, o addirittura la neghino”.

Si tratta a tutti gli effetti di un vero campanello d’allarme sulla necessità collettiva di realizzare azioni mirate per mitigare i cambiamenti climatici.

Come suggerisce il Climate Reality Barometer, anche tutte le aziende, a prescindere dalle loro dimensioni, devono iniziare a svolgere un ruolo più incisivo nella lotta proattiva per frenare i mutamenti del clima. Come? Offrendo ai consumatori e alle altre imprese soluzioni sostenibili.

Il Brand Epson, ad esempio, ha sviluppato iniziative finalizzate a ridurre l’impatto ambientale da parte della propria clientela mediante l’uso di tecnologie di stampa a freddo contraddistinte da un’elevata efficienza energetica. Il comparto Ricerca e Sviluppo della società giapponese sta inoltre lavorando:

  • su specifiche tecnologie ambientali, come l’uso di materiali di derivazione naturale e quindi non plastici;
  • sull’obiettivo di passare al 100% di elettricità rinnovabile;
  • sulla promozione del ricondizionamento e del riutilizzo dei prodotti, in un’ottica di economia circolare.

Epson ha inoltre sottoscritto partnership di notevole rilievo, come quella con National Geographic per la protezione del permafrost.

La strada da percorrere è di certo lunga e tortuosa ma ognuno, imprese incluse, è chiamato a dare il proprio contributo. Solo attraverso un’azione collettiva si potrà infatti garantire un futuro degno di tale nome al nostro Pianeta e a chi verrà dopo di noi.



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