Migrazione al Cloud consigli per gestirla al meglio
24 Set 2021 - Aggiornato il: 27 Settembre 2021

Migrazione al Cloud: consigli per gestirla al meglio

Nel pieno della trasformazione digitale, la migrazione al Cloud o Cloud Migration si è tramutata in una necessità perseguita da tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione e dal loro settore di appartenenza.

L’adozione del Cloud si è rivelata particolarmente utile in concomitanza con l’emergenza sanitaria ed è destinata a diventarlo sempre di più, in considerazione della crescente prassi di lavorare da remoto. Ma occorre comunque prestare un minimo di attenzione. È cioè opportuno conoscere alcune misure da mettere in atto in modo tale da poter migrare al Cloud nel migliore dei modi e nella massima sicurezza.

In questo articolo il nostro interesse si focalizzerà proprio su questo aspetto. Scopriremo quindi le principali regole da seguire per gestire il processo di migrazione all’ambiente Cloud, evitando ogni possibile rischio. Addentriamoci nel merito.

Migrare al Cloud in sicurezza: i passaggi indispensabili

Considerata l’importanza cruciale dello strumento, il processo di migrazione all’ambiente Cloud deve essere analizzato, progettato e gestito nei minimi dettagli, con un adeguato grado di consapevolezza su tutto ciò che si sta facendo. Seguire alcuni principi basilari risulta quindi fondamentale per poter concludere l’intera operazione con esito positivo. Elenchiamo a questo punto le misure principali da mettere in atto per migrare al Cloud.

Primo step della migrazione al Cloud: la mappatura dell’infrastruttura esistente

L’adozione del Cloud non può prescindere da una puntuale mappatura dell’infrastruttura IT da cui si parte. Quando ci riferiamo all’infrastruttura IT, intendiamo dire un inventario dell’hardware, dei sistemi operativi, del software, degli applicativi, degli utenti, dei loro ruoli e di qualsiasi altra componente che ruota intorno all’asset informatico dell’impresa, inclusi i dispositivi utilizzati in modalità Smart Working.

L’analisi deve anche comprendere una chiara visione sui costi e sugli investimenti attuabili. Se all’interno dell’azienda non si hanno professionisti qualificato, capaci di seguire il processo di migrazione all’ambiente Cloud in ogni suo passaggio, è ovviamente necessario ricorrere a dei consulenti esterni.

Scegliere la soluzione migliore per la Cloud Migration

La mappatura della infrastruttura è il punto di partenza per selezionare la soluzione di Cloud Migration più adatta alle specifiche esigenze, che non sono necessariamente identiche ma variano da contesto a contesto. È ad esempio opportuno essere consapevoli del fatto che non sempre è possibile migrare tutto al Cloud. In linea di massima, dipende dall’azienda coinvolta.

Una volta fatta questa precisazione, è importante sapere che il Cloud può essere su suddiviso in tre modelli:

  • il Software-as-a-Service (SaaS) o software come servizio;
  • il Platform-as-a-Service (PaaS) ossia la piattaforma distribuita come servizio;
  • l’Infrastructure-as-a-Service (IaaS) ovvero l’infrastruttura distribuita come servizio.

Che cos’è il modello Software-as-a-Service (SaaS)

Nel caso dei Software-as-a-Service (SaaS) i provider di servizi Cloud ospitano e gestiscono il software e l’infrastruttura sottostante, occupandosi nel contempo delle attività di manutenzione. Gli utenti accedono al Cloud attraverso Internet e con diversi tipi di dispositivi. Microsoft Office 365 e iCloud sono due tra gli esempi più noti di soluzione Software-as-a-Service.

Che cos’è il modello Platform-as-a-Service (PaaS)

Il modello Platform-as-a-Service è una tipologia di servizio di Cloud pubblico in cui il provider mette a disposizione dell’utente finale una serie di strumenti con i quali poter sviluppare un’applicazione customizzata o ottimizzarne una già esistente. In genere in questo modello i pannelli di configurazione sono fruibili mediante browser.

Che cos’è il modello Infrastructure-as-a-Service (IaaS)

Nella soluzione Infrastructure-as-a-Service (IaaS), il provider di servizi Cloud mette a disposizione delle risorse hardware virtualizzate, in modo tale che l’utente possa creare e gestire, a seconda delle sue necessità, una propria infrastruttura sul Cloud, senza doversi preoccupare di dove siano ripartite le risorse.

Livelli di servizio

Altro dettaglio da conoscere prima di procedere alla migrazione al Cloud riguarda l’esistenza di diversi livelli di servizio. Più esattamente tali livelli sono:

  • il Cloud pubblico che ad oggi costituisce il modello principale di erogazione del Cloud Computing, in cui la fornitura dei servizi viene messa in atto attraverso Internet e usando una serie di risorse virtualizzate e condivise tra tutti gli utenti;
  • il Cloud privato, costituito da risorse di Cloud Computing che vengono utilizzate esclusivamente da una singola impresa o organizzazione;
  • il Cloud ibrido, combinazione del modello di Cloud pubblico e di Cloud privato. Con una simile soluzione, l’utente in possesso di Cloud privato può usare anche le risorse del Cloud pubblico in specifiche circostanze. Il caso tipico è ad esempio quando si verifica un picco di lavoro e l’utente non dispone di risorse sufficienti per poterlo gestire in maniera adeguata.

Ulteriori considerazioni e misure da adottare per poter migrare al Cloud in sicurezza

Una volta individuata la soluzione più adatta alle proprie necessità, per poter procedere con la migrazione al Cloud bisogna tenere in considerazione altri aspetti rilevanti. Una delle cose più importanti da valutare è come si connetteranno gli utenti, avendo presente il fatto che sempre più lavoratori operano in modalità Smart Working, quindi da remoto.

Rispetto al tema cruciale della sicurezza va tenuta soprattutto in considerazione la tecnologia fornita dal provider di servizi Cloud che si è prescelto per il processo di migrazione. Oggi come oggi, buona parte dei fornitori offre metodi e misure atte a rinforzare il livello di sicurezza nel suo complesso, attraverso la protezione dei dati che possono essere criptati con le migliori soluzioni disponibili sul mercato, tutelando così l’infrastruttura da possibili minacce.

I provider di servizi Cloud propongono inoltre degli efficienti sistemi di Disaster Recovery, per ripristinare i sistemi IT in maniera più rapida possibile, nel caso in cui si verifichino eventuali criticità. Inoltre, per una migrazione al Cloud sicura è importante mettere in atto alcune accortezze. Tra queste:

  • proteggere i dati memorizzati mediante sistemi di criptazione;
  • eseguire analisi periodiche delle eventuali vulnerabilità;
  • utilizzare metodi di autenticazione complessi, come l’autenticazione a due fattori;
  • implementare soluzioni antivirus e anti-malware per il networking;
  • proteggere i canali di comunicazione mediante l’uso di un certificato SSL.

Queste sono solo alcune delle diverse misure attuabili. La cosa davvero importante da comprendere è che nel processo di Cloud Migration nulla va lasciato all’improvvisazione. Per questo motivo, in assenza di personale specializzato nella propria azienda, è consigliabile rivolgersi a professionisti del settore, come lo sono gli esperti di AARON Technology, partner ideali per guidare le imprese nel percorso di trasformazione digitale a tutto tondo.

AARON Technology: assistenza per la migrazione al Cloud

Se la tua impresa è in procinto di migrare al Cloud così da allinearsi all’attuale trasformazione digitale ed è alla ricerca di un partner affidabile per realizzare il processo nella massima sicurezza, AARON Technology fa al tuo caso.

La nostra è una realtà che si occupa di soluzioni IT per le aziende, offrendo numerosi servizi che spaziano dal noleggio di stampanti multifunzione fino alla archiviazione documentale.

Per qualsiasi informazione o per un eventuale preventivo, non esitare a contattarci. Ti ricordiamo che la nostra sede è a Milano, ma siamo operativi nell’intero territorio lombardo.



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