Smart Working
13 Mag 2022 - Aggiornato il: 09 Giugno 2022

Smart Working: meglio non improvvisare

Da alcuni anni, sta prendendo sempre più piede l’abitudine da parte di imprese e di realtà operative di ogni entità di far lavorare i propri dipendenti in modalità Smart Working. Una prassi che ha conosciuto una ulteriore spinta a seguito dell’emergenza correlata alla pandemia da Covid e che, ormai, è destinata a non arrestarsi.

Certamente, questo nuovo approccio offre una serie di vantaggi ai lavoratori, tra cui quello di poter trascorrere più tempo con la propria famiglia o quello di evitare spostamenti, spesso anche lunghi, che comportano inevitabilmente delle perdite di tempo. A ogni modo, al di là dei benefici ottenibili, anche quando si lavora senza muoversi da casa o comunque in un ambiente che non ha niente a che vedere con il classico ufficio, è opportuno evitare qualsiasi improvvisazione. Anche tra le mura domestiche, è cioè importante creare una sistemazione ad hoc per poter svolgere le proprie mansioni in maniera ottimale, proprio come quando si lavora in un ufficio vero e proprio.

Ripensare gli spazi per l’ufficio anche a casa

Un sondaggio condotto dalla Epson ha messo in evidenza come durante i vari lockdown condotti a livello globale, le persone si siano ritrovate a lavorare in condizioni non ideali, su superfici improvvisate ma anche in spazi domestici non opportunamente attrezzati a fungere da ufficio, come corridoi, giardini e persino bagni. Il tutto a spese del rispettivo benessere nonché del grado di produttività.

Il sondaggio ha perciò messo in rilievo la necessità di ripensare gli ambienti domestici in modo tale da far sì che risultino effettivamente capaci di far fronte alle diverse esigenze professionali, soprattutto in considerazione della crescente diffusione dello Smart Working. Ma come fare per ottenere un buon risultato?

Per prima cosa, per riuscire a svolgere le proprie mansioni professionali in modo corretto, risulta essenziale disporre della tecnologia più appropriata. Non solo computer performanti, quindi, ma anche altri tipi di strumenti di cui si fa abitualmente uso nelle attività svolte ogni giorno in un normale ufficio. L’esempio più lampante si trova nelle stampanti multifunzione, necessarie non solo per le attività di stampa tout court ma anche per ulteriori importanti funzionalità, tra cui la scansione di documenti da archiviare o da inviare ad altri colleghi operanti a loro volta da remoto.

Due soluzioni Epson per lo Smart Working

Per far fronte alle esigenze degli Smart Worker, Epson ha ideato una serie di soluzioni specificatamente pensate per il lavoro da remoto. In primo luogo, EcoTank, stampanti dotate di serbatoi di inchiostro ad altissima capacità, che possono essere riempite con i flaconi di ricarica al posto delle classiche cartucce. Nella fase iniziale, questi dispositivi si dimostrano capaci di contenere una quantità di inchiostro sufficiente per stampare fino a 14.000 pagine, in modo tale da evitare la preoccupazione di dover ricaricare i serbatoi con frequenza.

Altra soluzione specificatamente pensata per chi lavora da casa è ReadyPrint, un servizio su abbonamento che permette di ricevere esattamente la giusta quantità di inchiostro nel momento in cui se ne ha davvero bisogno. Il servizio è in grado di monitorare i livelli di inchiostro della stampante in uso e consegna le cartucce da sostituire direttamente a domicilio, prima che si esauriscano del tutto. In questo modo, lo Smart Worker non si vede costretto a fare scorte inutili e nel contempo la sua operatività non subisce blocchi dovuti alla mancanza di inchiostro per la stampa. L’unione sapiente di tecnologia e proattività, insomma, per rendere il lavoro da remoto efficace proprio come se si operasse tra le mura di un ufficio.



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