Toner esausti e smaltimento le cose che ogni impresa dovrebbe sapere per evitare guai
30 Lug 2021 - Aggiornato il: 16 Agosto 2021

Toner esausti e smaltimento: le cose che ogni impresa dovrebbe sapere per evitare guai

Dove si buttano i toner esausti? È una domanda che si pongono numerose imprese e altrettanti professionisti, con un certo timore di fondo.

Un corretto smaltimento dei toner rientra d’altronde nelle buone pratiche che ogni realtà professionale è chiamata ad adempiere non solo per tutelare il nostro ambiente ma anche per evitare problematiche di tipo legale che possono aprire la strada a denunce e pesanti sanzioni.

Per fare un po’ di luce su questo tema importante, nei prossimi paragrafi parleremo dei toner esausti e del loro smaltimento, cercando di chiarire i dubbi più frequenti a riguardo.

Dove si buttano i toner esausti

Dove si buttano i toner esausti: questo è il nocciolo principale della questione. La risposta è più semplice di ciò che si potrebbe supporre.

Il corretto smaltimento dei toner da parte di un’impresa deve essere effettuato seguendo una prassi ben precisa che si distingue da quella adottabile dai privati.

Per questi ultimi è sufficiente recarsi nell’isola ecologica del proprio Comune di residenza dove esistono degli appositi contenitori destinati alla raccolta di questa tipologia di rifiuto. Perché, è bene ricordarlo, i toner esausti non possono essere trattati come dei comuni rifiuti.

Quando i toner concludono il loro ciclo di vita vanno infatti considerati come rifiuti speciali, secondo quanto riportato nel Testo Unico Ambientale (d.lgs. n. 152/2006). Trattandosi di rifiuti speciali non possono perciò essere gettati nel sacco della differenziata.

Se, come abbiamo visto, per i privati cittadini il corretto smaltimento dei toner non comporta grosse difficoltà al di là di un minimo investimento di tempo per recarsi presso l’isola ecologica cittadina, le cose si complicano invece nel caso di aziende e professionisti.

A prescindere dalla loro dimensione, le realtà professionali sono sottoposte a delle prassi burocratiche specifiche. Per il corretto smaltimento dei toner devono di conseguenza rivolgersi ad aziende autorizzate dalla Regione competente al trasporto, allo stoccaggio e al riciclo.

Ma non solo. L’attuale Legge sullo smaltimento dei toner esausti prevede inoltre che le imprese debbano dimostrare l’avvenuta operazione, pena il rischio di essere soggette a ingenti sanzioni.

Perché i toner non sono considerati una tipologia di rifiuto normale

Il motivo alla base della questione è semplice ed è collegato all’impatto che i toner possono avere sull’ambiente.

Simili prodotti contengono al loro interno una polvere finissima costituita da ossidi di ferro, resina, particelle di carbone ma anche di acciaio, alluminio, rame, plastica accanto a ulteriori componenti di elevata tossicità che possono compromettere seriamente i nostri ecosistemi, causando a cascata implicazioni negative sulla nostra stessa salute.

Ne consegue che le buone pratiche che concernono i toner esausti e il loro smaltimento vanno perseguite con grande attenzione, conoscendo e rispettando prima di ogni altra cosa il cosiddetto codice CER. Vediamo di cosa si tratta.

L’importanza del codice Cer per i toner esausti

Secondo il CER, il Codice Europeo dei Rifiuti, i toner esausti possono essere classificati come:

  • rifiuti speciali non pericolosi (quando sono contraddistinti dal codice CER 08 03 18);
  • rifiuti speciali pericolosi (quando presentano il codice CER 08 03 17).

L’attribuzione dello specifico codice CER ai toner esausti dipende dal processo produttivo da cui prende vita il prodotto. Questa informazione è riportata sulla scheda del toner che deve essere quindi consultata prima di procedere con lo smaltimento.

Distinguere il codice CER presente sui toner esausti è fondamentale secondo la normativa vigente. A doversi far carico dell’attribuzione del codice CER è il produttore del toner stesso.

Si tratta di un punto molto importante. Il codice CER per i toner esausti rappresenta infatti l’indicazione a partire dalla quale si possono eliminare i prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente. Oltre a contribuire all’inquinamento dei nostri ecosistemi, un errore di attribuzione del codice CER espone i produttori a sanzioni molto pesanti.

A prescindere dal codice CER indicato sul toner e dal grado di pericolosità attribuito al prodotto, c’è un altro aspetto essenziale a cui prestare attenzione. I toner contengono a ogni modo sostanze chimiche. Vanno quindi utilizzati con il massimo buonsenso. E non solo perché lo prevede la Legge.

Cosa dice la Legge sullo smaltimento dei toner esausti

Come abbiamo puntualizzato poc’anzi, la normativa non assimila i toner ai comuni rifiuti urbani che vanno perciò smaltiti seguendo specifiche prassi.

Entrando ancor più nel dettaglio di ciò che prevede la Legge rispetto allo smaltimento dei toner esausti, scopriamo che a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/2008, le isole ecologiche comunali non possono accettare questa tipologia di rifiuto nel caso in cui sia prodotta da soggetti detentori di partita IVA.

Ma non ci si limita a questo. Per dimostrare il corretto smaltimento dei toner esausti, i soggetti con partita IVA devono documentare l’avvenuta operazione attraverso il FIR, il Formulario Identificazione del Rifiuto, che deve essere conservato per cinque anni. I toner esausti vanno di conseguenza affidati a imprese specializzate iscritte all’Albo e provviste di regolare autorizzazione regionale.

Nel caso in cui non si seguano le direttive previste dalle Legge, le sanzioni applicate sono piuttosto salate, variando dai 2.600 euro fino ai 93.000 euro in presenza dell’errato smaltimento di una tipologia di rifiuto pericoloso.

Oltre alle sanzioni, per il titolare della partita IVA o per l’Amministratore Delegato dell’azienda si aggiunge il rischio di un processo penale e di una condanna di sospensione dalla carica per un periodo variabile dal mese a un anno. Il rischio in cui si incappa è quindi di enorme portata.

A chi affidarsi per il ritiro dei toner esausti

Quanto illustrato finora ci ha permesso di capire che chiunque abbia una impresa o sia detentore di partita IVA per il ritiro dei toner esausti e per il loro corretto smaltimento debba per forza di cose affidarsi a società autorizzate che agiscono a norma di legge.

In quest’ottica, per ottimizzare i servizi forniti alla nostra clientela, noi di AARON Technology abbiamo pensato a una soluzione per sollevare le nostre imprese clienti dal carico, tanto psicologico quanto economico, legato al corretto smaltimento dei toner.

Ai detentori di partita IVA interessati, possiamo proporre un innovativo sistema a norma di Legge che consente di evitare tutte le formalità burocratiche legate al ritiro dei toner esausti e al loro smaltimento.

Il servizio, unico nel suo genere, si chiama ZEROZEROTONER e offre il significativo vantaggio di manlevare l’impresa aderente da ogni responsabilità civile e penale.

Il sistema consente infatti di trasferire tutti gli oneri correlati alla gestione dei toner esausti a un diverso soggetto giuridico che invece di smaltire i prodotti si occupa di riciclarli, in una efficace prassi di economia circolare a supporto della tutela ambientale.

Per dettagli più approfonditi a riguardo, invitiamo a leggere la pagina del nostro sito che abbiamo specificatamente dedicato allo  smaltimento con ZEROZEROTONER.

Ma noi di AARON Technology non ci limitiamo solo a offrire questo utile servizio. Alla nostra clientela business possiamo proporre anche la formula LineGogo, una soluzione di noleggio stampanti multifunzione flessibile e pensata per accrescere l’efficienza aziendale.

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Ti ricordiamo che la sede di AARON Technology è a Milano ma siamo operativi in tutto il territorio lombardo. Per qualsiasi domanda, informazione o richiesta di chiarimento, non esitare a contattarci.



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